Quando le emozioni non sono espresse

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di Paolo Cini – Naturopata

Nell’appuntamento precedente ci eravamo lasciati con un interrogativo, che cosa succede quando le emozioni non vengono espresse?

Quando le emozioni sono contenute e adottiamo una soppressione, esse passeranno da un’energia più superficiale allo strato successivo, più profondo, che comprende la nostra coscienza.

Per cui a quel punto ci sarà la coscienza del perché viene provata quella emozione, ovvero ci sarà un sentimento.

Quando invece si ha la repressione, le emozioni finiscono in uno stato ancora più profondo (inconscio).

Per cui, le emozioni quando vengono espresse si manifestano nell’energia più superficiale, quando vengono soppresse finiscono più in profondità, quando vengono represse finiscono nell’energia costituzionale (inconscio).

Ma chi è che manda le emozioni all’interno?

È il pensiero, difatti solitamente viene detto che mettere giudizio vuol dire controllare le emozioni e i sentimenti.

La modalità di analisi è il pensiero, il modo in cui analizziamo.

Le scelte che emergono sono la conseguenza e sono la spinta a trattenere i sentimenti o spingere le emozioni all’interno.

Ma perché si fa questo?

Perché l’interno e la costituzione sono i settori che hanno la possibilità di sfruttare dei magazzini di latenza, cioè posti dove “stivare” momentaneamente le emozioni.

L’esterno non ha questa possibilità, le può solo esprimere.

Per cui, le emozioni tendono ad essere trattenute e spinte nell’interno per trovare ad esse una soluzione ed è la cultura che opera questo, cioè famiglia, clan, ambiente sociale.

Oppure, il motivo per cui viene operata questa scelta del contenimento è per “togliere di torno” così non si ha il problema.

Ma  c’è una fatica energetica in quanto l’emozione va contenuta da qualche parte, ed anche se in seguito si può ripresentare, la speranza è quella di aver fatto esperienza nel frattempo e risolvere la questione.

 

Un altro aspetto da considerare è che quando le emozioni sono mandate dentro, si generano sentimenti che hanno l’impronta di quella emozione che viene bloccata.

Si ha un eccesso di sentimenti di un certo tipo, ci sono quindi troppi sentimenti con la stessa informazione, e questo diventa un impedimento all’esperienza, fa crescere il desiderio e montare la passione.

In ogni caso, ci sarà il tentativo di ributtare il problema fuori, di scomporre il sentimento e mandarlo di nuovo in emozione, ma questo meccanismo si scontra con il contenimento operato dal pensiero, che opererà nuovamente una soppressione. In pratica un circolo vizioso.

Contenere le emozioni dà luogo a due sindromi, il primo alla sonnolenza, il secondo alle dimenticanze, che rappresentano il sottofondo del contenimento delle emozioni. Avremo quindi persone stanche e con difficoltà della memoria.

Inoltre, la latenza è resa possibile dall’interno e dalla costituzione attraverso l’osso, oppure le natiche con la cellulite, così come il grasso corporeo.

Se invece le emozioni fossero espresse?

Lo vedremo presto…