Che cos’è la Salute?

unknownDi Lisa Cavallini – Medico Omeopata

La definizione maggiormente conosciuta e accreditata della Salute è quella dell’Organizzazione Mondiale della Sanità del 1948: “La salute è uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale; non consiste soltanto in un’assenza di malattia e di infermità”.

Questa definizione per prima ha aperto le porte alla valutazione della qualità di vita (di cui si è sentito parlare in maniera più importante e significativa a partire dagli anni ottanta) e in seguito ad una sempre maggiore consapevolezza del paziente in quanto attore diretto delle scelte terapeutiche a lui rivolte, anche se talvolta in maniera errata (non sempre infatti sono dati accurati strumenti per una corretta interpretazione…).

Con il passare degli anni, tuttavia questa definizione ha iniziato a mostrare, per la comunità scientifica tradizionale, delle grosse lacune: com’era possibile, infatti, definire la salute come totale assenza di malattia, quando, con l’invecchiamento graduale della popolazione e la riduzione delle malattie infettive a favore di quelle degenerative, vascolari, metaboliche, la popolazione si confrontava sempre di più con patologie croniche, invalidanti, spesso lunghe anni?

Per questo motivo intorno al 2010-2011 la comunità scientifica ha proposto una definizione dinamica della salute, intesa non più come assenza di malattia, ma come capacità di far fronte, anche in presenza di malattie croniche, alla vita sociale, alle sfide economiche della vita giornaliera e di trovare un equilibrio pur in presenza di patologia invalidante.

Questo per quanto riguarda la medicina tradizionale.

Intorno alla metà dell’ottocento S. Hahnemann (il fondatore dell’omeopatia) definì la guarigione come “la restaurazione rapida, dolce, duratura della salute…in modo che l’uomo possa usare del corpo fisico per gli scopi più alti della sua esistenza…”

La prima cosa che balza all’occhio è che la guarigione è il “restaurare” la salute, non il crearla, non il produrla ex novo, ma restaurarla, ovvero tirarla fuori, riscoprirla in un organismo che magari la tiene nascosta sotto un intonaco un po’ scrostato…

L’altra fondamentale “innovazione” di questa definizione si trova nell’ultima parte: il terapeuta deve aiutare l’uomo a recuperare la propria salute in modo che questi possa raggiungere il suo scopo ultimo…qui non si parla banalmente di soddisfazione sociale, di capacità di auto-sostentamento o di raggiungere risultati in campo lavorativo…

Qui si parla di come un terapeuta, restituendo uno stato di salute al suo paziente, gli consenta di aspirare a qualcosa di più elevato e di usare tutte le sue risorse per arrivarci… La salute olistica non è solamente qualcosa di valutabile con numeri e cifre, bensì è l’onore di riportare una persona alla sua intera dignità fisica, mentale e spirituale..

Ci aspetta un grandissimo e meraviglioso lavoro: siamone fieri!